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Covid-19

SAPERNE DI PIU'

L'ELEMENTO CHIAVE DELLA SALUBRITA' DELL'ARIA
Sin dai primi anni di attività abbiamo ribadito l'importanza e la centralità tra gli obiettivi di AbiTest del ricambio e della salubrità dell'aria delle abitazioni. Su numerosi fronti un'efficace ricambio d'aria nelle case dà ottimi risultati, perchè l'abitazione, gli essere umani che vi vivono, le sostanze e i prodotti che conserviamo in casa rappresentano una concentrazione di sostanze e il fatto di diluire questa concentrazione è fi fatto un vantaggio. Ma il vero salto di classe per un ambiente di vita sano (oltre al ricambio) e la filtrazione, la purificazione dell'aria da qualla componente di particolato sottile ormai presente in gran parte dei territori. Noi di AbiTest viviamo, nella nostra area di azione nel cuore della Lombardia la situazione tra le peggiori in Europa, con la vasta area della pianura padana che sappiamo, per assenza di venti, concentrare il particolato in modo pericoloso. Per questo la nostra mission è sempre stata guidata da questo obiettivo.

ORA L'ARIA SALUBRE E' ANCHE ANTI-COVID 19
Fin dall'insorgere dell'epidemia girevano voci e sensazioni che il ruolo dell'inquinamento potesse essere determinante: Cina e Lombardia erano accomunate da pessima qualità dell'aria, soprattutto in inverno. Per molti mesi ci siamo astenuti dal dichiarare che un AbiTest potesse avere effetti mitigatori o positivi verso lo stato epidemico. Ora invece, grazie a diverse ricerche scientifiche che lo attestano, come la Ricerca italiana "Associations between COVID-19 Incidence Rates and the Exposure to PM2.5 and NO2: A Nationwide Observational Study in Italy" (qui il testo), pubblicata in dicembre 2020 sull'International Journal of Environmental Research and Public Health si correla la diffusione del Covid19 alla concentrazione di particolato, in particolare il PM 2,5 e l'inquinante Biossido di Azoto. E' quindi appurato che quando indichiamo tra i fattori di miglioramento di ricambiare e filtrare l'aria delle abitazioni (oltre ad altre indicazioni) siamo certamente su un percorso che porta a ridurre la probabilità di contrarre il virus, quanto meno nella propria abitazione.
(*) In calce alla pagina riportiamo le "Conclusioni" della citata ricerca.

UN ESEMPIO CONCRETO IN UNA ABITAZIONE DELL'AREA DI MILANO
Abbiamo attuato nella abitazione del nostro fondatore (tre residenti), ai margini di Milano, senza sapere nulla dell'imminente epidemia Covid-19, una filtrazione spinta dell'aria interna a partire da lunedì 04 novembre 2019. Con lo scopo di misurare la capacità di filtrazione, basata su purificatori d'aria commerciali, con filtri HEPA + filtri a carboni attivi e generazione di ioni negativi, filtrazione decentrata basata su quattro punti di filtrazione sui circa 95 mq dell'abitazione. I risultati sono stati molto positivi, anche se non possono rappresentare una base statistica:  miglioramento della respirazione, nessun raffreddore o patologia nei successivi 14 mesi, scarsa polvere in giro e riduzione oneri di spolveramento, nessun episodio di contrazione di virus. Il livello medio di riduzione delle polveri sottili nel semestre invernale (da maggio a ottobre la filtrazione è sospesa per le finestre spesso aperte) è stato tra il 70 e 95%.  In realtà non scopriamo nulla di veramente nuovo: nelle grandi città giapponesi e statunitensi quella della filtrazione dell'aria è già un trend in atto da anni.
Raccomandiamo ancora una volta, visto che nelle abitazioni passeremo mediamente il 60-70% della nostra vita, almeno lì garantire un'aria migliore, purificata per quanto possibile da quel particolato che indipendentemente dal Covid19, è stato già identificato come responsabile di "morti anticipate" e dannose reiterate patologie respiratorie, con particolare riguardo a giovani e bimbi in cui spesso un raffreddore ricorrente si trasforma in asma o allergie per tutta la vita. Organismi internazionali stimano in circa 1.500-1.600 persone che muoiono ogni anno anticipatamente sia a Roma che Milano a causa del particolato sottile.


(*) CONCLUSIONI DEL TESTO DELLA RICERCA (libera traduzione dall'inglese)

Il documentare l'impatto dell'inquinamento atmosferico sui tassi di incidenza di COVID-19 potrebbe essere fondamentale per attuare risposte mirate concentrandosi su aree con scarsa qualità dell'aria.
Gli obiettivi di questo studio osservazionale mirano a dare ulteriore arricchimento al dibattito scientifico in corso, per identificare i fattori di potenziale vulnerabilità per aiutare a mitigare la diffusione della malattia, perché ha analizzato l'indipendente e combinato effetto degli inquinanti sul tasso di incidenza correlato all’indice di vecchiaia e densità di popolazione, come l'incidenza della malattie da coronavirus aumenta tra gli anziani e nelle aree con la più alta densità di popolazione.
Tali prove potrebbero aiutare i politici su quali misure adottare durante le misure legate al traffico pandemico in un'era post-COVID-19, poiché le strategie di preparazione alla pandemia per l'adattamento al clima sono imperative.
Aggiornato al 10 gennaio 2021
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