Rischio Composti Organici Volatili (COV)

L’atmosfera che respiriamo nelle nostre abitazioni può contenere un insieme di composti appartenenti a differenti famiglie chimiche: idrocarburi aromatici, acetoni, alcoli, alcani, aldeidi, ecc. chiamati Composti Organici Volatili.
I COV più conosciuti sono gli idrocarburi utilizzati come carburanti, la formaldeide, l’acetone.
Sono contenuti in vari prodotti e materiali presenti nelle nostre case. Possono liberarsi dai materiali di costruzione per dei periodi di qualche mese a qualche anno: schiume isolanti, pitture, moquette, linoleum, vernici, legni della carpenteria o dei pavimenti, ecc.

Le bombolette spray (insetticidi, cosmetici, ecc.), le colle, i prodotti di pulizia (detergenti, decapanti, smacchiatori, diluenti, alcool da ardere, acqua ragia, ecc.), costituiscono delle fonti permanenti d’emissione di COV. Il loro impiego comporta un’emissione istantanea di COV nell’atmosfera.
I processi di combustione e la cottura degli alimenti producono COV. La loro concentrazione è inoltre incrementata dal fumo di tabacco nell’ambiente.
Tutti i COV hanno la proprietà comune d’evaporare facilmente a temperatura ambiente, e di diffondersi nell’aria sotto forma di gas.
La concentrazione dei COV all’interno delle abitazioni è generalmente superiore a quella dell’ambiente esterno (vedi tabella).
Alcuni sondaggi recentemente effettuati a Ginevra hanno rilevato che alcuni edifici presentano una concentrazione superiore al limite fissato dalla legge svedese di 1 mg/m (l’Italia non ha ancora legiferato in questo settore).
In casa è possibile accorgersi subito di una forte presenza di COV grazie al loro forte odore, spesso anche pungente.
Il contatto con i COV avviene principalmente attraverso le vie respiratorie. Ma anche un contatto cutaneo con prodotti ricchi in COV o con tessuti da essi contaminati (biancheria, lenzuola) può essere la causa di problemi alla salute, provocando principalmente irritazioni alla pelle o reazioni allergiche. In caso di esposizione, i rischi maggiori li corrono i bambini piccoli, in quanto il loro apparato respiratorio non è ancora completamente sviluppato e quindi più sensibile rispetto a quello degli adulti.
In caso di un’esposizione acuta, vale a dire di una forte concentrazione durante un istante relativamente breve, i COV provocano irritazioni alle vie respiratorie e digestive, agli occhi e possono inoltre comportare delle reazioni allergiche. I soggetti contaminati possono pure denotare disturbi neurologici, disturbi che si traducono in mal di testa, sentimenti d’ubriachezza, vertigini o nausea.
Il benzene è considerato sostanza cancerogena, quindi, in caso d’esposizione cronica, può indurre la formazione di diverse forme tumorali.

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